Archive for May, 2008

Atteggiamento posturale

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Imparare ad eseguire tutti i movimenti che ci capita di fare tutti i giorni, sia in posizione eretta, che supina, aiuta la nostra colonna vertebrale a sostenersi bene, e a prevenire dei fastidiosissimi mal di schiena che rischiano, se trascurati, di sfociare in patologie ben peggiori. Sicuramente le cattive abitudini alla quali siamo ormai avvezzi, come l’uso smodato dell’automobile, o le troppe ore passate davanti al computer con la schiena sempre curva, fanno si che anche quando facciamo una passeggiata, il nostro atteggiamento posturale ne risenta negativamente. Per ovviare a tutti questi comportamenti sbagliati, occorrerebbe innanzitutto abituarsi a seguire delle elementari regole che prevedono una sana e semplice ginnastica posturale, che possiamo facilmente eseguire da soli senza bisogno di un aiuto esterno. La cosa più importante è accompagnare tutti i movimenti del nostro corpo in maniera armonica e senza strappi; quando ad esempio solleviamo un peso da terra, ricordiamoci di piegare sempre le ginocchia e di tenere costante la curva della schiena, come se fossimo in piedi; camminiamo sempre a testa alta cercando di tenete una giusta tensione muscolare, ed evitando in tutti i modi di incurvarsi o piegarsi da una parte; il consiglio più importante riguarda quello della seduta, sia essa in automobile o in ufficio: anche fosse a scapito della produttività lavorativa, è assolutamente necessario adottare un cuscino di quelli anatomici da inserire sul sedile dell’auto, se si fa un uso smodato di questo mezzo di locomozione, sgranchirsi appena possibile, evitando così l’atrofia muscolare; per chi invece passa molte ore in ufficio davanti al computer, magari su quelle sedie a rotelle, che saranno sicuramente pratiche per spostarsi da una parte all’altra della stanza, ma che di solito sono dotate di uno schienale molto scarso da un punto di vista anatomico: in questo caso, non bisognerebbe mai appoggiare la schiena se non è presente il cuscino di cui parlavamo prima, e soprattutto tenere una giusta linea che non ci deve mai impegnare troppo nel tenerla eccessivamente diritta o, di contro, curvandola come una gobba. in questo tipo di esercizi riabilitativi o semplicemente educativi, è molto importante la propria percezione del movimento muscolare, infatti le tensioni muscolari che sono alla base dei nostri doloretti, possono spesso essere risolte con gesti dettati dall’istinto; un valido esempio di questo concetto appena espresso è rappresentato da quei movimenti comparativi, che quasi inavvertitamente compiamo quando sentiamo dei fastidi sul lato sinistro del tronco, facendo torsioni verso il lato destro, e viceversa. Un pratico consiglio per le problematiche delle tensioni muscolari relative al tronco, è quello di utilizzare un bastone, afferrarlo con entrambe le mani e porlo dietro la schiena, trovare un riferimento come può essere un quadro appeso ad un muro, e poi, con le gambe divaricate eseguire piegamenti a destra e a sinistra, avendo cura di rispettare il riferimento scelto, sia da un lato che dall’altro. In questo modo possiamo renderci conto se abbiamo le stesse percezioni, oppure se da una parte fatichiamo di più, in tal caso basterà concentrarsi con dei movimenti sul lato opposto a quello dolorante o comunque con dei deficit rispetto all’altro, ricordandoci sempre di respirare profondamente durante gli esercizi; al termine sciogliamo tutte le tensioni accumulate muovendo a piacimento tutto il corpo, gambe e braccia comprese, e sicuramente ci sentiremo meglio.

MA

Herpes

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Troppo spesso, un fastidioso ospite della nostra bocca, assolutamente non gradito, si presenta con tutte le sue caratteristiche poco estetiche, facendosi annunciare da un prurito insopportabile. Si tratta di un comune virus che si manifesta con delle vesciche piene di liquido biancastro, il più delle volte agli angoli della bocca; il nome scientifico completo è herpes simplex, e si contrae attraverso le vie aeree, i contatti sessuali, i baci ecc. Il contagio, che avviene in particolare quando le vesciche sono ancora intatte ed il processo di essiccamento non è ancora iniziato, può essere evitato sia verso se stessi, in altre parti del corpo, che nei confronti degli altri: bisogna innanzitutto tenere pulita la parte infetta, ed avere cura di non toccarla con le mani, qualora accadesse, bisogna subito lavarsi con il sapone; secondariamente, è indispensabile evitare tutte le possibili trasmissioni dirette (baci) e indirette (rapporti sessuali). Per favorire la guarigione e la cicatrizzazione di queste vesciche prima, e crosticine poi, ci sono molti prodotti naturali che ci vengono incontro, come il gel di Aloe Vera, o come il burro di Karitè. Se siamo così bravi da accorgerci subito, dando il giusto peso a dei pizzicorini che avvertiamo sulle labbra, dell’insorgere di un herpes simplex, allora abbiamo delle buone possibilità di non far estendere gli effetti del virus e di risolvere il problema anche in tempi brevissimi; l’importante è usare subito degli olii, come la melaleuca alternifolia, facilmente reperibile in erboristeria, avendo cura di cospargere la parte interessata con piccole quantità di questo liquido, attraverso l’utilizzo di un po’ di cotone. E’ vero che alcune persone sono particolarmente inclini a prendere questo virus, per una serie di fattori congeniti, ma è altrettanto sacrosanto che se il nostro fisico è più debole a causa di raffreddori, influenze, forti stanchezze, allora si è maggiormente esposti al simplex; è importante ricordare che questo virus, una volta che è nel nostro organismo, vi rimane in maniera abbastanza innocua e attendistica, ben controllato dalle nostre difese; nel momento in cui, il nostro sistema immunitario è impegnato a combattere altre battaglie, potrebbe trovare terreno fertile l’azione virulenta di questo “cavallo di Troia”, ed uscire fuori allo scoperto nei modi che abbiamo precedentemente descritto. Il consiglio, quindi, oltre quello della tempestività d’azione, è quello di aumentare le difese del nostro organismo con l’assunzione, attraverso decotti e infusi a base di erbe come l’uncaria, proveniente dalle foreste amazzoniche, che hanno tra le molteplici proprietà, quella di stimolare positivamente le nostre difese, e creare quella situazione ideale affinché la virulenza del simplex non abbia a manifestarsi, nemmeno quando si è particolarmente provati da altre patologie. Lo stress, l’elevata esposizione al sole, e gli eccessi alimentari, sono grandi alleati di questo indesiderato ospite, ed è bene ricordare che tutte queste cose non portano mai a nulla di buono, facciamoci del bene quindi, ed evitiamo di “sforare”, ne guadagneremo sia dal punto di vista della salute che dal lato estetico.

MA

La depressione

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Il male del secolo, così come è stato definito, porta il nostro stato d’animo, e di conseguenza il nostro umore ad andare sotto i tacchi. Innanzitutto bisogna dire che questa patologia attraversa tutte le età e tutti i ceti sociali; forse, ma non è una certezza, i grandi pensatori, ed i filosofi, sono maggiormente esposti al rischio di entrare in questo tunnel, proprio perchè particolarmente a contatto con alcuni pensieri e con certe tematiche esistenziali. Si entra in depressione molto gradualmente, le cause vanno dalla noia, al fallimento di alcune situazioni, alla perdita di importanti affetti familiari, fino ad arrivare ad una serie di accadimenti negativi, magari spiegabili singolarmente, ma che portano la nostra psiche a mal sopportare questa tendenza e, sostanzialmente, ad arrendersi. Una volta entrati, purtroppo, non se ne esce facilmente, esistono però dei farmaci che possono darci una mano e soprattutto degli specialisti in grado di aiutarci nel lungo percorso che porta all’uscita dall’oscurità. La spinta più grossa in direzione della salvezza, però, deve venire da noi stessi; infatti, quando si è in preda alla depressione, è come se un velo nero accompagnasse ogni situazione quotidiana; molto raramente si accetta l’azione di un amico o di un parente, che tenta in tutti i modi di scuoterci, e questo accade perchè ci sentiamo ad un livello che non può essere compreso dagli altri, che vediamo felici e realizzati nelle loro esistenze. Purtroppo spesso accade che la nostra psiche non regga lo stress prolungato di questa patologia, che ci fa svegliare stanchi e addormentare tormentati; e allora accade, per i più labili, che la soluzione del suicidio venga vista come l’unica in grado di porre fine alle sofferenze. Naturalmente non c’è nulla di più sbagliato; in questi casi, come in quelli di minore gravità, la leva da azionare è sicuramente quella dell’altruismo nei confronti del prossimo; questo brutto male ci rende tremendamente egoisti, ed ogni cosa che accade la viviamo solo in funzione di noi stessi; sforzarsi di occuparci di qualcuno, è sicuramente un modo lento, molto lento, ma abbastanza efficace, di distogliere la nostra mente dai pensieri più cupi, almeno per una parte della nostra giornata. Sapere che ci sono delle persone che aspettano il nostro intervento, di qualunque genere esso sia, ci da dei piccolissimi stimoli per proseguire verso l’uscita; e anche se questa uscita ancora non si vede, cominciamo pian piano a renderci conto che sono gli interessi a spingere le nostre azioni, e se questi interessi coincidono con il miglioramento della qualità della vita del nostro prossimo, questo fa accrescere, in maniera più o meno inconsapevole, la nostra autostima. L’autostima, già, è proprio questa la chiave di tutta questa faccenda; non è ancora ben chiaro se questa basti da sola, o se ad intervenire siano altre componenti, ma una cosa è certa, se si torna di nuovo a volersi bene, allora comincerà ad intravedersi un certo chiarore in fondo al tunnel; allora sì che le orecchie torneranno ad ascoltare i buoni propositi degli amici, e di tutte le persone che realmente ci vogliono bene; saremo di nuovo disposti a farci aiutare, e anche se, in una parte recondita del nostro animo, ci sarà sempre la traccia di quello che ci è successo, ne faremo tesoro per il futuro sia nostro che degli altri. Non si può mai dire con precisione quando si è realmente fuori dalla depressione, ma se si torna ad ascoltare la natura con la giusta attenzione, se si chiacchiera amabilmente con un amico, e se si sorride quando c’è una bella giornata di sole, allora il peggio è passato.

MA

Utili consigli per le vie respiratorie

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Per chi soffre di problemini respiratori di non grave entità, ha voglia di risolverli e, per pigrizia nel rivolgersi ad uno specialista, oppure perché si pensa erroneamente ad una cura fai da te che, inesorabilmente, porta quasi sempre al fallimento dell’obiettivo; se questi problemini si concentrano soprattutto nel periodo invernale e nelle ore deputate al sonno notturno, é opportuno eseguire tutti percorsi consigliati in questi casi, come appunto delle prove allergiche, la visita da uno pneumologo, o altri esami specifici, come la spirometria ecc. Se, a valle di tutte queste verifiche, non vengono riscontrate delle patologie particolari, o delle allergie di una certa rilevanza, ma delle lievi ostruzioni respiratorie, e continuiamo ad avere delle difficoltà respiratorie notturne, che ci portano spesso a delle vere e proprie apnee, allora potrebbe essere il caso di intervenire in tempi non sospetti. Le impercettibili ostruzioni, rilevate dallo specialista attraverso l’ausculto dei nostri polmoni, o attraverso lo strumento spirometrico, che misura, tra l’altro, anche la nostra capacità polmonare in base ad alcuni parametri come altezza e peso, possono essere su insindacabile giudizio del dottore, combattute con successo adottando una semplicissima terapia. Innanzitutto, è utile chiarire che se siamo, o siamo stati dei fumatori, questo incide per una grandissima percentuale sulla diagnosi; già, anche se si è smesso di fumare, potrebbero non bastare cinque anni per liberarsi completamente dai residui lasciati da questo pessimo vizio, dieci nei casi più gravi. E’ importante cominciare la terapia prima dell’arrivo dei sintomi, quindi nei mesi autunnali; di solito, ottobre e novembre, sono i preferiti dagli specialisti; in questi sessanta giorni di preparazione all’inverno, si cercherà con dei farmaci non invasivi, a base ad esempio di formoterolo e budesonide, opportunamente assunti con dei modernissimi regolatori di inalazione, di combattere le broncopneumopatie, agendo proprio sulle ostruzioni alle vie respiratorie. Dopo questo ciclo bimestrale, si dovrà tornare dallo pneumologo che provvederà a ripetere l’esame della spirometria per verificare proprio se ci sono stati dei miglioramenti nei valori che determinano la sindrome ostruttiva. In caso positivo, si vedranno i primi benefici effetti, nel corso della stagione invernale ormai alle porte; l’altro consiglio che verrà dal medico sarà quello di bere molto, in base al nostro fisico, minimo 1 litro e mezzo di acqua al giorno, ed in tutte le stagioni. Se lo ritenesse opportuno, quest’ultimo ci farà ripetere la terapia anche per la stagione successiva, altrimenti, come nella maggioranza dei casi, si riterrà risolta la questione. La cosa più importante è rivolgersi sempre ad uno specialista, e non inventarsi dottori solo perché la medesima terapia ha funzionato nei confronti di un amico o di un parente; l’unica cosa che possiamo cominciare a fare autonomamente, e che sicuramente apporterà dei miglioramenti alla nostra situazione respiratoria e non solo, è quella di iniziare da subito a bere molta acqua, e se ancora non lo abbiamo fatto, smettere di fumare.

MA

Il computer umano

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Nessun computer, tra quelli inventati sino ad oggi, è in grado di svolgere tutte le funzioni che quotidianamente esegue il cervello umano, e per così tanti anni di seguito. Pensiamo che il nostro cervello riceve una enorme quantità di informazioni da diverse parti del corpo, le tratta in modo da rinviarle ai nervi che eseguono gli ordini impartiti; ogni parte del nostro super computer ha una funzione ed uno scopo ben preciso: il centro del tatto che controlla le sensazioni tattili provenienti dai numerosi recettori presenti nel corpo; il centro della vista è invece un’area deputata a decodificare i milioni di messaggi al secondo che riceve, per mezzo dei nervi, dagli occhi, successivamente li analizza e compone l’immagine a colori e tridimensionale di ciò che sta attorno a noi; il centro di ascolto, analogamente, analizza e converte i segnali inviati dalle orecchie; il centro del movimento organizza le istruzioni motorie, in collaborazione con il cervelletto e con altre parti dell’encefalo; sempre con lo stesso principio poi, lavora il centro dell’olfatto che interpreta i segnali dei bulbi olfattori del naso; il centro della parola ha la funzione di attribuire la capacità di scrivere e pronunciare parole; semplificando la descrizione, senza quindi entrare in dettagli che richiederebbero lo spazio di un trattato, e non di un articolo, possiamo proseguire accennando ai sistemi di immagazzinamento dati, ovvero la memoria, che viene suddivisa in due macro categorie, ovvero quella a breve termine e quella a lungo termine. La localizzazione di questa area non è ancora chiara agli scienziati, probabilmente i ricordi prendono forma in zone diverse, creando contemporaneamente una serie di interconnessioni nervose. Una delle certezze è rappresentata da quella zona a forma di cavalluccio marino, situata appena sopra l’orecchio, chiamata appunto ippocampo: qui avviene un particolare processo che consente ai ricordi recenti, reputati importanti, di trasformarsi e conservarsi in memoria a lungo termine. L’esempio più calzante per aiutarci a capire cosa fa l’ippocampo, ci viene da quegli incidenti dovuti a cadute, o altro, che vanno a minarne l’integrità; accade che, in questi casi, si tenda a ricordare eventi molto lontani nel tempo, perchè la conservazione dei vecchi ricordi rimane protetta da questa area stessa, però non si è in grado di immagazzinarne di nuovi, nemmeno di cose successe da pochi minuti. Una curiosità da citare è quella relativa ai messaggi nervosi che altro non sono che minuscoli impulsi elettrici, di circa quattro millesimi di volt; l’impulso, generato dal rapido movimento nella membrana cellulare di sodio e potassio, raggiunge poi la connessione tra due cellule nervose, detta sinapsi; a quel punto attraverso la liberazione di una quantità notevole di sostanza chimiche, si trasmette l’impulso alla cellula seguente, e se ne consente così la propagazione. Collegandoci a questo ultimo discorso, parliamo infine delle sensazioni di dolore e delle loro origini; si parte da alcuni recettori specifici, presenti nel nostro corpo, essi trasmettono dei segnali nervosi che arrivano fino al cervello; i cosiddetti analgesici, farmaci adibiti alla riduzione del dolore, non fanno altro che agire sulle vie nervose, interrompendo la conduzione degli impulsi, in particolare bloccando i recettori nella sinapsi, dove il segnale si propaga da un neurone all’altro, come abbiamo spiegato prima; quando l’analgesico, o l’anestetico, agiscono in maniera locale, come per interventi dentistici o altro, vuol dire che si riesce a bloccare il segnale, e quindi ad eliminare il dolore, in una zona ristretta e ben delineata.

MA

Ci sono rughe e rughe

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Prima ancora di rivolgerci ad un dermatologo, possiamo da soli provare a riconoscere ed identificare le rughe sul nostro viso; già, perché le rughe che compaiono con l’inesorabile avanzare dell’età, e che cominciano già intorno alla trentina, si presentano con delle caratteristiche ben precise ai lati della bocca, sulla fronte, o sotto le palpebre. Questi naturali segni che il tempo lascia sui nostri volti, sono da attribuire ad un normale invecchiamento della pelle che perde elasticità e freschezza; le forti emozioni, la poca serenità, e la mancanza di un buon equilibrio interiore, portano spesso ad accrescere queste manifestazioni cutanee, e ad accelerarne la comparsa. Vivere con tranquillità e col sorriso sappiamo tutti che non sempre è possibile, e soprattutto non possiamo cambiare il carattere che abbiamo, ma sforzandoci un po’ potremmo solo farci del bene, e non solo alla pelle. Tornando al nostro discorso, parliamo ora di quelle rughe che, al contrario delle prime, si palesano anche sui visi dei più giovani: a causa di alcune azioni svolte dai muscoli facciali in seguito ad abitudini o vizi, come ad esempio un sopracciglio che si inarca, o la bocca che si contrae, o ancora semplici ma frequenti tic nervosi che mettono in moto sempre le stesse fasce muscolari, si arriva alla automaticità di certi meccanismi, e questo in maniera spesso inavvertita da parte del soggetto. Va da se che la comparsa di queste rughe di espressione va sempre accettata al pari di quelle da vecchiaia, perchè figlia della nostra personalità e della vita stessa; anzi, a volte esse arricchiscono il nostro volto raccontandone la storia, rendendolo, se possibile, ancora più interessante. Se invece volessimo eseguire degli esercizi per noi stessi e, perchè no, per i nostri bambini, basta seguire dei piccoli ma efficaci consigli, che aiutano a migliorare il tono della muscolatura facciale: riempiamoci la bocca di aria, tratteniamo il respiro per una ventina di secondi, e poi espiriamo; facciamo così ogni volta che ce ne ricordiamo ed avremo buone possibilità di evitare il formarsi di rughe intorno alla zona della bocca; distendiamo poi la pelle con lievi ma costanti massaggi delle dita avendo cura di farci consigliare dal nostro erborista, o dal farmacista, degli unguenti adatti al nostro tipo di pelle. Infine, se alterniamo al precedente esercizio anche un movimento del capo in direzione delle nostre spalle, facendo tirare i muscoli del collo, otterremo un buon rimedio contro la fuoriuscita del doppio mento. L’ultima buona abitudine da prendere è quella di bere molta acqua, dato che la pelle ha bisogno di essere costantemente idratata non solo esternamente, ma anche dall’interno; i benefici inoltre, si estenderanno anche ai nostri reni, alla depurazione del sangue, ed altro ancora, ed è per questo che ci conviene senz’altro adoperarci affinchè questa diventi una semplice consuetudine. Tutte queste tecniche di “alleggerimento” delle rughe di espressione, debbono essere adottate solo ed esclusivamente se riusciamo a farle integrare col nostro vivere quotidiano, senza alcuno sforzo, altrimenti, se dobbiamo stressarci per questo, è il caso di lasciar perdere, lasciando solamente l’acqua ad aiutare la nostra pelle; d’altronde la prima regola è rilassarsi quanto più possibile, e lasciarci scivolare addosso le ansie e le nevrosi, di qualunque origine esse siano.

MA

Il problema della timidezza

May 16th, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

La mutabilità dei nostri atteggiamenti, in base alle situazioni ed alle persone che quotidianamente incontriamo, spesso, non è avvertita nemmeno da noi stessi. Quando abbiamo a che fare con delle persone timide e magari lo siamo anche noi, allora c’è sempre uno dei due che prende coscienza della situazione e ne trae maggior forza, tirando fuori il lato del carattere che di solito ci mette molto più tempo ad esternarsi. Questo è un discorso trasversale, che non tiene conto della differenza di sesso o di età; in fondo le timidezze si palesano non solo tra un uomo che cerca di approcciare una donna, o viceversa, ma anche in un colloquio di lavoro, oppure ancora quando dobbiamo parlare, o semplicemente farci vedere da una vasta platea di persone. Le circostanze sono innumerevoli, e non staremo qui ad elencarle tutte, però cerchiamo di concentrarci su un punto in particolare: quando le persone timide, lo sono realmente, o quando questo loro porsi al mondo esterno, diventa uno schermo artefatto che li mette al sicuro da alcuni attacchi che potrebbero minare i loro interessi. Non è certamente un’operazione facile ne’ esente da rischi, ma se vogliamo imparare ad evitare le delusioni che potrebbe darci una spiacevole ed inaspettata sorpresa, dobbiamo necessariamente sforzarci di conoscere più a fondo le persone, senza fermarci mai alle apparenze. Ad esempio, in amore, dove forse arrossire un po’ tornerebbe a dare maggior fascino a questo nobile sentimento, la timidezza ormai va quasi scomparendo, visti gli stereotipi dettati da usi e costumi della vita occidentale; in ambito lavorativo bisogna cercare di essere un po’ psicologi e, ad ogni passo del nostro approccio, proseguendo in tutte le fasi del dialogo, provare a mettersi idealmente dall’altra parte e fare anche un po’ l’avvocato del diavolo; è vero che rischiamo di scoprire un mondo di falsità e di perbenismo dal quale sarebbe meglio fuggire, ma se è vero come è vero, che ci troviamo a competere in un mondo che si sostiene grazie a continui compromessi, è altrettanto reale la prospettiva che chi ci inganna una volta è indotto a ripetere l’operazione, se questa ha prodotto risultati. Rammentiamo sempre che, purtroppo, al giorno d’oggi i veri timidi sono rimasti davvero in pochi, se non si vuole essere sopraffatti, nella vita moderna bisogna presto imparare a superare gli ostacoli che il nostro carattere pone innanzi a noi; in questa categoria di persone, quelle che continuano ad essere se stesse, a scapito dell’integrazione completa nella società, sono molto spesso, da ricercare in ambiti familiari, o in piccoli paesi, ma in numero sempre più esiguo, e non certo aiutati dalle persone che li circondano. A volte la timidezza sfocia in aggressività, ed in gesti sconsiderati, per questo le persone che ne soffrono andrebbero ascoltate e capite in continuazione; quando, purtroppo, non è avvenuto nessun processo graduale di integrazione sociale, e di superamento di fasi primordiali di timidezza si può arrivare ad isolarsi anche in maniera completa.

MA

L’arrivo delle allergie

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

Con l’arrivo della primavera, e della bella stagione, purtroppo arrivano anche una serie di temutissime allergie. Recenti studi, provenienti da importanti università un po’ in tutto il mondo, affermano con decisione il considerevole aumento di casi di giovani e bambini colpiti da rinite allergica. Le principali cause di questo aumento sono indubbiamente da ascrivere all’inquinamento delle grandi città, e all’azione di pollini presenti nell’aria che respiriamo anche in stagioni che, sulla carta, non dovrebbero essere a rischio; Il resto, purtroppo, è rappresentato da una componente ereditaria per la quale non si può fare molto. D’altronde la prospettiva di veder peggiorare questa situazione nel corso dei prossimi anni più che una semplice previsione, è una certezza, e questo dovrebbe bastare per cambiare registro. In attesa che che prima o poi si agisca seriamente sulla riduzione dell’inquinamento ambientale attraverso le tanto decantate energie alternative, i maggiori esperti nel settore dell’allergologia sono unanimi nell’elencare una serie di accorgimenti sicuramente adottabili senza grandi sconvolgimenti nelle proprie abitudini, né eccessivi esborsi economici.

Innanzitutto, una volta conosciuto l’allergene al quale si è sensibili, si deve evitare in ogni modo il contatto con esso: ad esempio, se si è allergici all’acaro della polvere, presente quasi tutto l’anno nei nostri materassi, pelouches, tappeti ecc., bisogna assolutamente provvedere alla pulizia a fondo e costante di tutti questi ricettacoli di polvere, attraverso sterilizzazioni complete. Per quanto possibile, per i soggetti sensibili ai vari tipi di polline, si dovrebbe evitare la frequentazione di quei posti dove, in specifici periodi dell’anno, sono presenti in grandi quantità. Le cure a base di antistaminici, broncodilatatori e cortisonici, ottime per gestire l’emergenza, vanno sicuramente accompagnate da una corretta terapia vaccinale che, ad oggi, rappresenta l’unico strumento in grado di desensibilizzare il nostro organismo nei confronti dell’aggressore per un lungo periodo. Il successo dei vaccini, oggi sempre meno invasivi con l’adozione delle gocce sublinguali, fa si che in casi anche critici, si possano invece riscontrare delle altissime percentuali di raggiungimento dell’obiettivo; inoltre va ricordato che, nel caso dei bambini, prima ci si reca ad una semplice visita di controllo, più possibilità si ha di allontanare complicazioni e di patologie come ad esempio l’asma bronchiale. Un altro dato da registrare è quello relativo al calo di concentrazione, nello studio come nel lavoro, nei soggetti allergici non curati che, per causa di forza maggiore, debbono occuparsi di starnutire, di soffiare il naso, o semplicemente lacrimano in maniera copiosa togliendo tempo e forza ad attività che richiedono entrambe le cose. Il fenomeno delle allergie, vera e propria piaga dell’epoca moderna, si può dunque combattere con pochi semplici passi, che però assicurano un miglioramento della qualità della vita nei piccoli, come negli adulti.

MA

L’azione benefica del potassio

May 16th, 2008 -- Posted in Salute | No Comments »

I minerali presenti all’interno della crosta terrestre sono assai ricchi di un elemento importantissimo chiamato potassio; l’erosione terrestre fa sì che si trovino tracce di potassio anche nell’ambiente marino. Il potassio è fondamentale nell’ambito della flora terrestre, per la crescita delle piante, attraverso il facile assorbimento dal terreno tramite le radici, ma vogliamo qui porre l’accento sugli effetti benevoli che ha sulla salute umana. Innanzitutto possiamo assumere agevolmente potassio, attraverso alcuni alimenti quasi sempre presenti sulle nostre tavole, ed in particolare patate, carne, nocciole, latte, vegetali, e in tanti tipi di frutta, con concentrazioni notevoli nella banana. Esso regola, insieme con il sodio, i liquidi all’interno del nostro organismo; la contrazione di tutti i nostri muscoli, compreso quello cardiaco, è in parte coadiuvata dalla presenza di potassio che inoltre conferisce energia al muscolo stesso. Lavorando a braccetto con il sodio, questo importante elemento, si trova spesso ad essere in inferiorità numerica e di rapporto percentuale rispetto a quest’ultimo, e questo potrebbe portare ad una certa ipertensione magari dovuta ad un eccesso di assunzione di sodio attraverso il sale da cucina; allora, è il caso di assumere potassio in buone quantità, visto che tra l’altro, l’eliminazione dello stesso, è facilmente gestibile attraverso la sudorazione, le feci e l’urina. Quando manca il potassio, e geneticamente le donne sono maggiormente inclini a questa deficienza, succede che i principali sintomi, rappresentati da spossatezza, crisi di sonno, e disturbi al cuore, vanno a creare un quadro clinico che richiede l’immediato reintegro di potassio attraverso varie forme come l’inalazione, che risulta essere il modo più veloce ed efficace. Gli integratori alimentari presenti in commercio, a base di minerali proprio come il potassio ecc. sono comunque una buona misura che soddisfa il nostro fabbisogno quotidiano. Molto più semplicemente, la banana, presente tutto l’anno nei mercati, se assunta in maniera costante evita di ricorrere agli altri sistemi appena elencati; per rendere meglio l’idea, se soffrite di crampi, specialmente notturni, provate ad aggiungere una banana nella vostra dieta quotidiana, e vi accorgerete che la situazione migliorerà in modo sensibile dopo un breve periodo; anche se non siete degli sportivi, vi sarà sicuramente capitato di vedere in televisione una partita di tennis, in particolare fino agli inizi degli anni 80, quando il ricorso ad integratori alimentari era ancora abbastanza poco frequente; ebbene, tra un gioco e l’altro, o al termine di un set, non era raro vedere un tennista che, per rifocillarsi dallo sforzo, sbucciava e degustava una banana, proprio per aiutare i suoi muscoli a sostenere meglio la stanchezza accumulata e la performance che ancora lo attendeva. Possiamo concludere che, come al solito, frutta e verdura, con particolare predilezione per la banana, aiutano anche in questo caso, a stare meglio in salute, e a rendere tonico e scattante il nostro fisico.

MA

Il significato dei sogni

May 15th, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

Per pigrizia, mancanza di volontà, impegni, fretta di alzarsi, o altro ancora, al risveglio da un lungo sonno, è frequente il fatto che nemmeno ci accorgiamo di aver sognato; a volte capita, invece, che ne ricordiamo vagamente dei tratti, ma poi ci arrendiamo presto se la ricostruzione dell’intero sogno richiede una certa calma, tranquillità e concentrazione. Non è vero poi, che non sogniamo mai, semplicemente non prestiamo molta attenzione ai segnali che ci vengono dal cervello, e che vanno semplicemente sviluppati ed interpretati. Se si fanno spesso gli stessi sogni, questo vuol dire che c’è qualcosa nella vita reale che ancora è irrisolta, ed il riproporsi dello stesso film notturno, non è altro che un messaggio della nostra mente, che rielabora quanto lasciato in sospeso, e ce lo fa sapere; sarebbe il caso, se questo fosse possibile, di risolvere nella vita reale questa questione; ad esempio, se durante il sonno ci vengono spesso incontro delle persone che non vediamo da molto tempo, questo significa che, in modo più o meno cosciente, siamo interessati a rivederle queste persone; certo è che se questa gente non fa più parte della vita terrena, può voler significare magari che avevamo ancora delle cose da dir loro, e non ci siamo riusciti, o, perché no, la volontà da parte di questi ultimi di dirci delle cose, e lì dobbiamo esser bravi ad interpretarne i messaggi, perché di solito sono frasi o atteggiamenti da decifrare. I sogni sono l’espressione del nostro subconscio e quindi, se facciamo tanti brutti sogni insieme, confusi, e senza filo logico, uniti magari da situazioni angoscianti, riflettiamo sul fatto che, nel momento in cui siamo andati a dormire eravamo particolarmente stanchi; ne trarremo le giuste conclusioni: quando il corpo è stanco, anche la mente è particolarmente provata, e quindi la rielaborazione notturna della nostra mente potrebbe essere particolarmente caotica. Quando ci corichiamo con pensieri positivi, ed in un clima di serenità, sarà difficile fare degli incubi, o dei sogni accavallati l’un l’altro come quelli che descrivevamo in precedenza. Diamo retta ai messaggi che ci vengono dai sogni, fermiamoci a riflettere su ciò che ci ha detto la notte e, se c’è bisogno, sforziamoci di ricordarne almeno i connotati salienti, poi ci accorgeremo che il resto verrà da se; la nostra mente, in quei frangenti, non risente di alcun condizionamento esterno, e perciò ci può regalare un aiuto importante per le cose che ci attendono nella vita reale: dobbiamo imparare, tranne rari casi, ad interpretare i sogni in modo corretto, affidandoci soprattutto alle nostre associazioni mentali; tutti noi associamo persone o situazioni ad elementi molto semplici, ad esempio le negatività vengono spesso simboleggiate da serpenti o altri animali poco affidabili, ma ognuno di noi ha il suo codice, e non è vero che per tutti è uguale; è per questa ragione che insisto sul fatto di affidarsi alle nostre capacità di interpretazione, più che a quella degli altri, siamo così diversi tra noi che uno stesso identico sogno fatto da due persone distinte può voler dire cose completamente diverse. Ricordiamo, infine, che le immagini e le parole che la nostra mente elabora quando dormiamo, non attengono il più delle volte a ciò che è già avvenuto, ma sono per lo più riferite a cose che debbono accadere, verosimilmente in un prossimo futuro; le proiezioni che fa il nostro cervello, solo in minima parte spiegabili dai massimi studiosi della materia, fanno di quest’organo uno dei misteri più affascinanti della vita stessa.

MA

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