Il solito ritornello

In questo articolo non vorrei tediare i lettori con le “illuminate” considerazioni politiche che si fanno ogni qualvolta ci si avvicina alle elezioni,oppure quando si sono appena concluse; vorrei semplicemente porre l’accento su ciò che l’esperienza insegna e ciò che invece sembra essere immutabile di fronte alle sentenze emesse dalla storia. Il passare degli anni, col conseguente accrescere del bagaglio culturale di ognuno di noi, ci porta a rivedere, in parte, o totalmente, taluni comportamenti; questo accade soprattutto nel mondo del lavoro, dove l’avanzare della tecnologia e delle nuove scoperte, fanno si che anche i nostri processi mentali siano più snelli rispetto al decennio precedente: per parlare di informatica, ad esempio, oggi un qualunque tecnico, che si occupi di hardware o di software, sa benissimo che un problema si può risolvere in maniera molto veloce, e soprattutto con una serie di opzioni adottabili, che prima non era possibile nemmeno ipotizzare; quindi il ricordo di notti insonni vicino al pc che non ne voleva sapere di ripartire correttamente, non sono più d’attualità. Allo stesso modo, mi vengono in mente un’infinità di figure professionali come il classico funzionario commerciale che, una volta, tendeva ad agire sulla psiche umana per convincere il potenziale cliente ad acquistare questo o quel prodotto; oggi non è più così, le armi di persuasione sono, necessariamente, le potenzialità del prodotto stesso, con prove pratiche sulla sua reale efficacia. Inoltre, il proliferare di associazioni pro consumatori, ha fatto si che il consumatore stesso venisse maggiormente tutelato, con un conseguente aumento della concorrenza a beneficio della qualità. Potrei continuare con una lunga lista di lavori e mestieri che si sono evoluti, tenendosi al passo coi tempi, ma è abbastanza semplice immaginare che oggi, chi non si tiene costantemente aggiornato è praticamente fuori dal mercato. Venendo alle dolenti note, io ricordo i comizi pre elettorali di dieci, venti, o trenta anni fa, di politici più o meno grandi, dalle capacità oratorie più o meno spiccate: costoro promettevano, con stili solo leggermente diversi tra loro, ciò che l’avversario non avrebbe sicuramente potuto mantenere. Oggi succede esattamente lo stesso, nonostante da più parti vengono fuori delle inconfutabili considerazioni, ovvero che è facile promettere, essendo consapevoli di non poter mantenere; l’importante è denigrare l’avversario e giocare a chi la spara più grossa, esattamente come farebbero dei bambini in un cortile; allora mi domando come mai in questo campo non c’è un codice deontologico, una professionalità dai connotati ben delineati, e soprattutto perchè tutti possono dire tutto e il contrario di tutto senza essere perentoriamente smentiti dai fatti. Forse la politica è proprio questa, fare il gioco delle tre carte, e cercare voti ad ogni costo, o magari l’illusione di una ventata di musica nuova può sperare di prendere il posto del solito ritornello?

MA

May 03 2008 04:57 pm | Attualità

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