La depressione

Il male del secolo, così come è stato definito, porta il nostro stato d’animo, e di conseguenza il nostro umore ad andare sotto i tacchi. Innanzitutto bisogna dire che questa patologia attraversa tutte le età e tutti i ceti sociali; forse, ma non è una certezza, i grandi pensatori, ed i filosofi, sono maggiormente esposti al rischio di entrare in questo tunnel, proprio perchè particolarmente a contatto con alcuni pensieri e con certe tematiche esistenziali. Si entra in depressione molto gradualmente, le cause vanno dalla noia, al fallimento di alcune situazioni, alla perdita di importanti affetti familiari, fino ad arrivare ad una serie di accadimenti negativi, magari spiegabili singolarmente, ma che portano la nostra psiche a mal sopportare questa tendenza e, sostanzialmente, ad arrendersi. Una volta entrati, purtroppo, non se ne esce facilmente, esistono però dei farmaci che possono darci una mano e soprattutto degli specialisti in grado di aiutarci nel lungo percorso che porta all’uscita dall’oscurità. La spinta più grossa in direzione della salvezza, però, deve venire da noi stessi; infatti, quando si è in preda alla depressione, è come se un velo nero accompagnasse ogni situazione quotidiana; molto raramente si accetta l’azione di un amico o di un parente, che tenta in tutti i modi di scuoterci, e questo accade perchè ci sentiamo ad un livello che non può essere compreso dagli altri, che vediamo felici e realizzati nelle loro esistenze. Purtroppo spesso accade che la nostra psiche non regga lo stress prolungato di questa patologia, che ci fa svegliare stanchi e addormentare tormentati; e allora accade, per i più labili, che la soluzione del suicidio venga vista come l’unica in grado di porre fine alle sofferenze. Naturalmente non c’è nulla di più sbagliato; in questi casi, come in quelli di minore gravità, la leva da azionare è sicuramente quella dell’altruismo nei confronti del prossimo; questo brutto male ci rende tremendamente egoisti, ed ogni cosa che accade la viviamo solo in funzione di noi stessi; sforzarsi di occuparci di qualcuno, è sicuramente un modo lento, molto lento, ma abbastanza efficace, di distogliere la nostra mente dai pensieri più cupi, almeno per una parte della nostra giornata. Sapere che ci sono delle persone che aspettano il nostro intervento, di qualunque genere esso sia, ci da dei piccolissimi stimoli per proseguire verso l’uscita; e anche se questa uscita ancora non si vede, cominciamo pian piano a renderci conto che sono gli interessi a spingere le nostre azioni, e se questi interessi coincidono con il miglioramento della qualità della vita del nostro prossimo, questo fa accrescere, in maniera più o meno inconsapevole, la nostra autostima. L’autostima, già, è proprio questa la chiave di tutta questa faccenda; non è ancora ben chiaro se questa basti da sola, o se ad intervenire siano altre componenti, ma una cosa è certa, se si torna di nuovo a volersi bene, allora comincerà ad intravedersi un certo chiarore in fondo al tunnel; allora sì che le orecchie torneranno ad ascoltare i buoni propositi degli amici, e di tutte le persone che realmente ci vogliono bene; saremo di nuovo disposti a farci aiutare, e anche se, in una parte recondita del nostro animo, ci sarà sempre la traccia di quello che ci è successo, ne faremo tesoro per il futuro sia nostro che degli altri. Non si può mai dire con precisione quando si è realmente fuori dalla depressione, ma se si torna ad ascoltare la natura con la giusta attenzione, se si chiacchiera amabilmente con un amico, e se si sorride quando c’è una bella giornata di sole, allora il peggio è passato.

MA

May 16 2008 06:24 pm | Salute

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