Archive for the 'Attualità' Category

Il problema della timidezza

May 16th, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

La mutabilità dei nostri atteggiamenti, in base alle situazioni ed alle persone che quotidianamente incontriamo, spesso, non è avvertita nemmeno da noi stessi. Quando abbiamo a che fare con delle persone timide e magari lo siamo anche noi, allora c’è sempre uno dei due che prende coscienza della situazione e ne trae maggior forza, tirando fuori il lato del carattere che di solito ci mette molto più tempo ad esternarsi. Questo è un discorso trasversale, che non tiene conto della differenza di sesso o di età; in fondo le timidezze si palesano non solo tra un uomo che cerca di approcciare una donna, o viceversa, ma anche in un colloquio di lavoro, oppure ancora quando dobbiamo parlare, o semplicemente farci vedere da una vasta platea di persone. Le circostanze sono innumerevoli, e non staremo qui ad elencarle tutte, però cerchiamo di concentrarci su un punto in particolare: quando le persone timide, lo sono realmente, o quando questo loro porsi al mondo esterno, diventa uno schermo artefatto che li mette al sicuro da alcuni attacchi che potrebbero minare i loro interessi. Non è certamente un’operazione facile ne’ esente da rischi, ma se vogliamo imparare ad evitare le delusioni che potrebbe darci una spiacevole ed inaspettata sorpresa, dobbiamo necessariamente sforzarci di conoscere più a fondo le persone, senza fermarci mai alle apparenze. Ad esempio, in amore, dove forse arrossire un po’ tornerebbe a dare maggior fascino a questo nobile sentimento, la timidezza ormai va quasi scomparendo, visti gli stereotipi dettati da usi e costumi della vita occidentale; in ambito lavorativo bisogna cercare di essere un po’ psicologi e, ad ogni passo del nostro approccio, proseguendo in tutte le fasi del dialogo, provare a mettersi idealmente dall’altra parte e fare anche un po’ l’avvocato del diavolo; è vero che rischiamo di scoprire un mondo di falsità e di perbenismo dal quale sarebbe meglio fuggire, ma se è vero come è vero, che ci troviamo a competere in un mondo che si sostiene grazie a continui compromessi, è altrettanto reale la prospettiva che chi ci inganna una volta è indotto a ripetere l’operazione, se questa ha prodotto risultati. Rammentiamo sempre che, purtroppo, al giorno d’oggi i veri timidi sono rimasti davvero in pochi, se non si vuole essere sopraffatti, nella vita moderna bisogna presto imparare a superare gli ostacoli che il nostro carattere pone innanzi a noi; in questa categoria di persone, quelle che continuano ad essere se stesse, a scapito dell’integrazione completa nella società, sono molto spesso, da ricercare in ambiti familiari, o in piccoli paesi, ma in numero sempre più esiguo, e non certo aiutati dalle persone che li circondano. A volte la timidezza sfocia in aggressività, ed in gesti sconsiderati, per questo le persone che ne soffrono andrebbero ascoltate e capite in continuazione; quando, purtroppo, non è avvenuto nessun processo graduale di integrazione sociale, e di superamento di fasi primordiali di timidezza si può arrivare ad isolarsi anche in maniera completa.

MA

Il significato dei sogni

May 15th, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

Per pigrizia, mancanza di volontà, impegni, fretta di alzarsi, o altro ancora, al risveglio da un lungo sonno, è frequente il fatto che nemmeno ci accorgiamo di aver sognato; a volte capita, invece, che ne ricordiamo vagamente dei tratti, ma poi ci arrendiamo presto se la ricostruzione dell’intero sogno richiede una certa calma, tranquillità e concentrazione. Non è vero poi, che non sogniamo mai, semplicemente non prestiamo molta attenzione ai segnali che ci vengono dal cervello, e che vanno semplicemente sviluppati ed interpretati. Se si fanno spesso gli stessi sogni, questo vuol dire che c’è qualcosa nella vita reale che ancora è irrisolta, ed il riproporsi dello stesso film notturno, non è altro che un messaggio della nostra mente, che rielabora quanto lasciato in sospeso, e ce lo fa sapere; sarebbe il caso, se questo fosse possibile, di risolvere nella vita reale questa questione; ad esempio, se durante il sonno ci vengono spesso incontro delle persone che non vediamo da molto tempo, questo significa che, in modo più o meno cosciente, siamo interessati a rivederle queste persone; certo è che se questa gente non fa più parte della vita terrena, può voler significare magari che avevamo ancora delle cose da dir loro, e non ci siamo riusciti, o, perché no, la volontà da parte di questi ultimi di dirci delle cose, e lì dobbiamo esser bravi ad interpretarne i messaggi, perché di solito sono frasi o atteggiamenti da decifrare. I sogni sono l’espressione del nostro subconscio e quindi, se facciamo tanti brutti sogni insieme, confusi, e senza filo logico, uniti magari da situazioni angoscianti, riflettiamo sul fatto che, nel momento in cui siamo andati a dormire eravamo particolarmente stanchi; ne trarremo le giuste conclusioni: quando il corpo è stanco, anche la mente è particolarmente provata, e quindi la rielaborazione notturna della nostra mente potrebbe essere particolarmente caotica. Quando ci corichiamo con pensieri positivi, ed in un clima di serenità, sarà difficile fare degli incubi, o dei sogni accavallati l’un l’altro come quelli che descrivevamo in precedenza. Diamo retta ai messaggi che ci vengono dai sogni, fermiamoci a riflettere su ciò che ci ha detto la notte e, se c’è bisogno, sforziamoci di ricordarne almeno i connotati salienti, poi ci accorgeremo che il resto verrà da se; la nostra mente, in quei frangenti, non risente di alcun condizionamento esterno, e perciò ci può regalare un aiuto importante per le cose che ci attendono nella vita reale: dobbiamo imparare, tranne rari casi, ad interpretare i sogni in modo corretto, affidandoci soprattutto alle nostre associazioni mentali; tutti noi associamo persone o situazioni ad elementi molto semplici, ad esempio le negatività vengono spesso simboleggiate da serpenti o altri animali poco affidabili, ma ognuno di noi ha il suo codice, e non è vero che per tutti è uguale; è per questa ragione che insisto sul fatto di affidarsi alle nostre capacità di interpretazione, più che a quella degli altri, siamo così diversi tra noi che uno stesso identico sogno fatto da due persone distinte può voler dire cose completamente diverse. Ricordiamo, infine, che le immagini e le parole che la nostra mente elabora quando dormiamo, non attengono il più delle volte a ciò che è già avvenuto, ma sono per lo più riferite a cose che debbono accadere, verosimilmente in un prossimo futuro; le proiezioni che fa il nostro cervello, solo in minima parte spiegabili dai massimi studiosi della materia, fanno di quest’organo uno dei misteri più affascinanti della vita stessa.

MA

Il dubbio nei genitori

May 15th, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

Sempre più psicologi avvalorano la tesi che vuole il lavoro dei papà e delle mamme di oggi molto più impegnativo che nel passato; ci sono più pericoli per i bambini, molte più occasioni di distrazione dalla retta via, innumerevoli messaggi, più o meno subliminali che ci vengono costantemente dai mass-media. La televisione ed internet, hanno, secondo i sostenitori di questa tesi, il potere di plasmare la testa dei nostri ragazzi, senza dar loro modo di costruirsi in maniera autonoma una propria coscienza critica nei confronti del mondo che li circonda. Tutti gli atteggiamenti che i bambini o gli adolescenti di oggi assumono, in maniera più o meno cosciente, sono figli di modi di vita dettati da alcuni serial televisivi, o da alcune comunità, presenti sul web, che vanno aumentando di numero e di forza, giorno dopo giorno, vista anche la diffusione ormai quasi capillare, del computer in tutte le nostre case. Innanzitutto, bisogna dire che questa sorta di omologazione dei giovani non porta necessariamente ad esiti negativi, anzi a volte si aumentano i momenti di aggregazione, in forza di alcuni interessi comuni. Vogliamo però porre l’accento sul comportamento dei genitori di fronte a questo, come ad altri fenomeni relativi alla modernità, ed ai pericoli che a volte essa comporta; non è sconveniente, nè tantomeno vergognoso, confessare i propri dubbi quando si fa 24 ore su 24, un mestiere complesso come quello della mamma o del papà: anzi, confrontarsi con altri “colleghi”, e scambiarsi idee, esperienze, e metodi di lavoro, non può far altro che arricchire il bagaglio culturale, ed il “curriculum”, di ognuno di noi. Non si creda, che le problematiche di fondo dei nostri nonni e dei nostri genitori, fossero diverse da quelle attuali; la “mission” è sempre quella di indicare una strada ai nostri figli, e fare in modo che, almeno inizialmente, questi non vadano fuori dalla carreggiata; più avanti sarà nostra cura semplicemente controllare che abbiano imparato a guidare da soli correttamente. Rispetto al passato i genitori di oggi hanno sicuramente più dubbi, ma questo va interpretato positivamente, se è vero che il dubbio è sinonimo di intelligenza; l’origine di queste incertezze è da imputare alla stessa causa che porta i giovani a vacillare spesso rispetto ad alcune convinzioni: l’uso passivo ed incontrollato della tecnologia. Noi adulti, però, abbiamo un grande vantaggio, e cioè, la giusta maturità che ci consente di porre dei filtri a questo uso sconsiderato dei mezzi moderni, e in particolare, abbiamo la grande responsabilità di trasmettere questa filosofia ai nostri figli, per fargli capire che la vita è quella che vivi camminando in un prato, tirando calci ad un pallone, o parlando semplicemente di come è andata la scuola, discutendo di tutti i particolari. Quando noi stessi, non facciamo altro che stare davanti al computer, negando ai nostri bambini una richiesta di attenzione, la nostra figura andrà perdendo di importanza, e loro cercheranno altri riferimenti, perchè è di questo che hanno bisogno; non dimentichiamo mai quello che noi rappresentiamo per loro, e facciamoci vedere pronti e sicuri quando ci chiedono qualcosa. Tutti i nostri dubbi, e le nostre comprensibilissime incertezze, lasciamole nella nostra mente, e non nelle nostre parole, di fronte a loro, noi rappresentiamo l’esempio; appena possibile, parliamo dei nostri quesiti, e svisceriamo i dilemmi che ci affliggono, con il partner come con gli amici, ne trarremo presto una conclusione utile ai nostri scopi. La grande responsabilità che è propria di questo mestiere, è pari soltanto alla gioia derivante dalla consapevolezza, un giorno, di aver compiuto un buon lavoro.

MA

La violenza dentro e fuori dagli stadi

May 7th, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

La violenza collegata al calcio è un fenomeno sociale che, purtroppo, esiste da quando esiste il calcio; non ci sono categorie, oppure regioni (per parlare della nostra Italia), scevre da questa piaga: dai dilettanti, ai semiprofessionisti fino ad arrivare alla seria A, nessuno sfugge alla violenza fuori dal campetto, come dal grande stadio. Le misure antiviolenza si sono rivelate, ad oggi, totalmente inefficaci, e poco incisive nel colpire i diretti interessati. Sappiamo tutti che i giovani autori di certe bravate, e certi atteggiamenti ostili nei confronti delle forze dell’ordine, come delle tifoserie avversarie, sono per lo più persone, di tutti i ceti sociali, che vivono disagi nel tessuto sociale, e non solo perché poveri o indigenti, anzi, spesso è l’esatto opposto. Si ritrovano negli autogrill, nei percorsi comuni, sui treni ecc., per sfogare la loro rabbia, senza rendersi conto che, così facendo, il loro status sociale ne risente negativamente; il fatto di dover raccontare a qualcuno di aver avuto la meglio su questo o quel tifoso, magari accoltellandolo, o speronandolo con l’auto, mette addosso a questi soggetti una adrenalina in grado di tramutarsi nell’esatto opposto appena finito l’effetto inebriante della effimera vittoria. Il modello inglese, dal decreto Thatcher in poi, ha portato forse i migliori risultai all’interno degli stadi inglesi; il resto lo fa una cultura sportiva che noi italiani ancora non possediamo, almeno per quanto riguarda il calcio. E’ altrettanto vero, però, che i più scalmanati tra gli inglesi stessi, vanno poi all’estero a sfogare le loro voglie represse, e questo ancora non si riesce a risolvere. Sappiamo che negli stadi britannici, ormai da molti anni, non succede più nulla, o quasi, perché la polizia (presente in maniera massiccia), è autorizzata a prendere e a portare immediatamente in galera chi si macchia di atti inconsulti, qualora accertati da riprese televisive, altrettanto capillari. Cercare di professionalizzare al meglio le forze di polizia, evitando così di colpire nel mucchio, apporterebbe sicuramente dei benefici, e allontanerebbe certe frange dai posti dove si dovrebbe solo fare dello sport, e non delle guerre; riabilitare queste persone, per far sì che il percorso di reintegro nella società, durante il periodo di detenzione, magari con lavori socialmente utili, completerebbe l’opera; e, se è vero che le mele marce, ci sono sempre state , e sempre ci saranno, almeno faremmo in modo che non si peggiori la situazione, recuperando le persone che magari, con la loro esperienza, farebbero anche da spauracchio verso i più giovani che ne volessero emulare le gesta negative. Il resto riguarda l’educazione civica che va insegnata con passione nelle scuole, come nelle scuole calcio, ed ottenere alla fine del percorso formativo, la certezza di una cultura sportiva sana e integra nella sua essenza. D’altronde lo sport nasce come divertimento, e come cura del proprio corpo, non come elemento di sfogo dei più bassi istinti; se proprio ci dobbiamo liberare facciamolo con gli sfottò e con gli striscioni simpatici, dove l’ironia italiana non ha eguali nel mondo intero, torneremmo a vivere meglio, sia da atleti, che da tifosi.

Ma

Il solito ritornello

May 3rd, 2008 -- Posted in Attualità | No Comments »

In questo articolo non vorrei tediare i lettori con le “illuminate” considerazioni politiche che si fanno ogni qualvolta ci si avvicina alle elezioni,oppure quando si sono appena concluse; vorrei semplicemente porre l’accento su ciò che l’esperienza insegna e ciò che invece sembra essere immutabile di fronte alle sentenze emesse dalla storia. Il passare degli anni, col conseguente accrescere del bagaglio culturale di ognuno di noi, ci porta a rivedere, in parte, o totalmente, taluni comportamenti; questo accade soprattutto nel mondo del lavoro, dove l’avanzare della tecnologia e delle nuove scoperte, fanno si che anche i nostri processi mentali siano più snelli rispetto al decennio precedente: per parlare di informatica, ad esempio, oggi un qualunque tecnico, che si occupi di hardware o di software, sa benissimo che un problema si può risolvere in maniera molto veloce, e soprattutto con una serie di opzioni adottabili, che prima non era possibile nemmeno ipotizzare; quindi il ricordo di notti insonni vicino al pc che non ne voleva sapere di ripartire correttamente, non sono più d’attualità. Allo stesso modo, mi vengono in mente un’infinità di figure professionali come il classico funzionario commerciale che, una volta, tendeva ad agire sulla psiche umana per convincere il potenziale cliente ad acquistare questo o quel prodotto; oggi non è più così, le armi di persuasione sono, necessariamente, le potenzialità del prodotto stesso, con prove pratiche sulla sua reale efficacia. Inoltre, il proliferare di associazioni pro consumatori, ha fatto si che il consumatore stesso venisse maggiormente tutelato, con un conseguente aumento della concorrenza a beneficio della qualità. Potrei continuare con una lunga lista di lavori e mestieri che si sono evoluti, tenendosi al passo coi tempi, ma è abbastanza semplice immaginare che oggi, chi non si tiene costantemente aggiornato è praticamente fuori dal mercato. Venendo alle dolenti note, io ricordo i comizi pre elettorali di dieci, venti, o trenta anni fa, di politici più o meno grandi, dalle capacità oratorie più o meno spiccate: costoro promettevano, con stili solo leggermente diversi tra loro, ciò che l’avversario non avrebbe sicuramente potuto mantenere. Oggi succede esattamente lo stesso, nonostante da più parti vengono fuori delle inconfutabili considerazioni, ovvero che è facile promettere, essendo consapevoli di non poter mantenere; l’importante è denigrare l’avversario e giocare a chi la spara più grossa, esattamente come farebbero dei bambini in un cortile; allora mi domando come mai in questo campo non c’è un codice deontologico, una professionalità dai connotati ben delineati, e soprattutto perchè tutti possono dire tutto e il contrario di tutto senza essere perentoriamente smentiti dai fatti. Forse la politica è proprio questa, fare il gioco delle tre carte, e cercare voti ad ogni costo, o magari l’illusione di una ventata di musica nuova può sperare di prendere il posto del solito ritornello?

MA

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